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Pietrasanta, Chiesa di Sant’Agostino Dal 24 al 29 marzo 2010

 

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Biografia di Marta Gierut

Marta Gierut nasce a Pietrasanta (Lucca) l’11 settembre 1977 da Lodovico Gierut e da Liliana Marsili.
Fin dall’infanzia vive, stante la creatività familiare – col padre critico d’arte e scrittore e la madre pittrice – nell’ambiente artistico, conoscendo di conseguenza una miriade di pittori, grafici e scultori, fotografi... tra cui Ernesto Treccani, Gigi Guadagnucci, Giuliano Vangi, Gabriele Rovai, Mauro Capitani, Amedeo Lanci, Roberto Panichi, Renzo Maggi, Alfredo Fabbri, Gian Paolo Giovannetti, Pietro Cascella ecc., oltre a vari letterati, critici e storici dell’arte e personalità della vita culturale: da Danilo Orlandi a Tommaso Paloscia, Dino Carlesi, Francis Jacques Mathieu, Luciano Cavallaro, Enzo Boncompagni, Massimo Carrà, Liberto Perugi, Raffaello Bertoli...
Frequenta le Elementari alla “Santa Teresa” e le Scuole Medie a Marina di Pietrasanta; si evidenzia subito per un carattere legato all’altruismo, tanto che in un diario scrive: “... sono triste. La mia amica (...) mangia caffé e latte tutti i giorni perché non ha “soldi”. Io cercherò (insieme alla mia famiglia) di aiutarla perché le vogliamo bene”.
Per diverso tempo si dedica allo sport, nell’Atletica Pietrasanta, si iscrive all’Istituto Statale d’Arte “Stagio Stagi” e, pur andandogli a far visita ogni tanto sin da bambina, col padre,  comincia a frequentare con periodicità il pittore e scultore Franco Miozzo, nel cui Studio disegna, lavora la creta, ascolta gli insegnamenti ed i racconti del Maestro veneto.
Negli anni si intensifica l’interesse per piccole e grandi esposizioni dedicate ai vari Oscar Ghiglia, Pietro Annigoni, Marc Chagall, Giorgio Morandi, Edvard Munch, Filippo T. Marinetti, Giovanni Acci, Marc Rothko... oltre che ad amici di famiglia, da Amedeo Lanci a Gigi Guadagnucci, ad Alfredo Fabbri...
Maestra d’arte e con maturità d’arte applicata – Sezione decorazione plastica – vince il concorso di scultura “Pietro Mazzei” nel 1995, ottenendo pure varie borse di studio in ambito toscano.
Uno dei suoi insegnanti, Fabrizio Mancassola, ha scritto: “... Marta non credo che la dimenticherò per il suo sorriso aperto ed il suo sguardo diretto, la sua simpatia e l’innata capacità di comunicare, il timbro di voce basso e caldo, il modo animato di gesticolare, la partecipazione e l’interessamento per gli altri”.
In quei cinque anni allo “Stagio Stagi”, trascorsi velocemente e arricchiti da esperienze lavorative tra cui le due stagioni del 1994 e del 1995 nello Studio artigianale di Marcello Giorgi, realizza disegni, dipinti, sculture che tuttavia in buona parte distrugge.
Non è “entrante”, non si sente protagonista. Se espone, lo fa quasi sempre dietro insistenza del padre.
Scrive, legge molto approfondendo la conoscenza dei cosiddetti “Maestri storici”. Pensa precocemente al mistero della vita e a quello della morte. Comincia a dedicarsi alla poesia e ama sottolineare a matita e più raramente a penna – nei tanti volumi della biblioteca di casa – concetti e frasi, pensieri in cui si ritrova, o di cui fa tesoro nella creatività crescente. Lo farà sino in fondo.

Prende forma una serie di sculture figurali, tipo “Maschera”, e “Il volto e la maschera” che taluni hanno denominato “Figure” (1994) : l’opera rappresenta indubbiamente un punto cruciale nel suo viaggio artistico in cui la sembianza personale si unisce all’analisi del proprio “Io” e al tempo in cui vive.
Tale lavoro, assai importante per la ‘lettura’ della sua complessa personalità, viene comunque anticipato da altri, quali “S. Martino” (sculture/trofeo di ridotte dimensioni fatte per premiazioni A.C.A.T. (Associazione Club Alcolisti in Trattamento) di Viareggio, “Bambina” o “Autoritratto”, “Angelo”, “Solidarietà” (1992) – in varie versioni –, una piccola scultura utilizzata per il “Trofeo Terrinca” (’93), “Medusa” (1993), ed alcuni ritratti purtroppo poi eliminati dato che erano stati effettuati unicamente, secondo lei, “per esercitazione”: tra questi un interessante “Busto di ragazzo non vedente”, in creta, di cui è rimasta un’istantanea.
Esegue piccole ceramiche per l’XI Torneo di Scacchi “Città di Seravezza”, organizzato nel 1994 presso lo storico Palazzo Mediceo.
Nel 1995 rende omaggio a Piero Bigongiari, donando al poeta toscano una scultura di terracotta che lo raffigura, intitolata, appunto, “Omaggio a Piero Bigongiari”, la cui prima copia è nell’omonima collezione fiorentina. A proposito della messa in essere di tale scultura, restano alcuni studi grafici iniziali.
Non è facile elencare le Collettive alle quali ha aderito, comunque da “Artisti in piazza”, Seravezza 1992, dove, nel catalogo si legge testualmente che “... tutto fa parte in positivo della ruota dell’arte la quale gira e che, varia nei colori, nelle strutture, nelle sensazioni che si accavallano le une sulle altre, porta fortunatamente il sentimento dell’uomo, segno di continuazione, speranza nella cultura che può dare un valido contributo perché i nostri giorni non siano sopraffatti dalla superficialità ...”, si arriva ad “Artisti Versiliesi”, Querceta 1992, 1993 (con Renato Santini, Virio Bresciani, Claudio Amadei, Arturo Puliti, Mario Francesconi, Loriano Geri…), 1994 e 1995 (assieme a lei, tra i tanti John Fisher, Franco Miozzo, Roberto Patalano, Romano Cosci, Piero Bresciani, Emilio Buratti, Paola Simoni, Maurizio Luisi… e, ancora, Grazia Leoncini, Enzo Pasquini, Joanna Brześcińska, Giovanni Balderi, Barney O’Hara, Ko Yamazaki…
Da non dimenticare, a proposito della ritrattistica, quello che fece – tratto da una fotografia – al filosofo Manlio Ciardo (disegno a china pubblicato sul periodico “Il Grandangolo”, aprile 1995, nell’articolo di Giovanna Oriente “Ricordo di un grande filosofo”.
Suo è un medaglione in terracotta (1995) dedicato allo scrittore Mario Tobino, specificatamente per il Trofeo “Mario Tobino” organizzato dall’Unità Sanitaria Locale Versilia, Rep. Psichiatria: si tratta di una forma tondeggiante dal titolo “Il vento dell’umana libertà”, traente spunto da una frase dell’esimio letterato, consistente in due figure (un uomo e una donna) inserite in uno spazio aperto, connesso ad una simbologia intessuta di altruismo, aperto messaggio di speranza legato all’attualità ed al futuro. Tale Trofeo è andato alle Unità Sanitarie di Pisa (Centro Diurno San Frediano), Livorno, Prato, Castelnuovo Garfagnana, Var d’Era e Viareggio.
E’ a “Marina in Fiore” (Marina di Pietrasanta), nell’aprile ’95, in cui una scultura è accanto a quelle dei vari Neal Barab, Daniele Bertoni, Kent Laforme, Claudio Marchetti, Carlo Alberto Pardini, Nicola Stagetti ed altri, e – presso il Parco dei Ciliegi di Massa espone alla 1.a Mostra Internazionale di Scultura con vari artisti tra i quali Lido Moriconi, Lee Young Joo, Stefano Graziano, Koh Yeon, Sven Runger, Kim Chang Chi, Maria Gasparotti, Mariella Menichini… Realizza intense opere scultoree legate alla maschera, tema già ricorrente a partire dal ’94.

A “Marina in Fiore”  (Marina di Pietrasanta, edizione ’96) è con Ervin Loffler, Mandy Volz, Mario Giannaccini, Nicola D’Angiolo…. Giovani e non giovani, noti o poco conosciuti, messi insieme, come in quella precedente, in un modo positivo per far ‘crescere’ le cosiddette ‘nuove leve’ e creare momenti di dialogo comune con autori di esperienza.
Segue la Collettiva “I colori della solidarietà”, organizzazione del Comune di Camaiore pro-U.I.L.D.M. Marina di Pietrasanta: assieme a lei, tra i numerosi artisti, Arturo Lini, Eugenia Wolfowicz, Marcello Tommasi, Serena Pruno, Eugenio Pardini, Stefano Paolicchi, Guglielmo Malato, Giuseppe Lippi, Vasco Giannini, Maria Gamundi, Girolamo Ciulla, Michele Benedetto, Ernesto Altemura, Marco Dolfi, Romano Cosci, Paolo Lapi, Fausto Maria Liberatore, Alessandra Cancogni, Roberto Fontirossi…
Il 1996 è sempre attivo per Marta Gierut con la partecipazione, nel mese di maggio, a Fucecchio, presso la Saletta C.R.I.; l’elenco è il seguente: Giovanni Balderi, Lino Benedetti, Danila Di Ciolo, Giampietro Cipollini, Romano Ghelarducci, Giancarlo Giannecchini, Marta Gierut, Giubert, Liliana Marsili, Ivo Silicani.
A giugno muore l’amatissimo Maestro Franco Miozzo, accanto al quale aveva seguito la sbozzatura di un “San Martino” di marmo, poi collocato dall’Amministrazione Comunale di Pietrasanta in Piazza Giacomo Matteotti.
E’ un anno intenso, giacché a luglio con Mimma e Beatrice Fineschi, Lorenzo Frigeri, Anna Maria Mariotti, Liliana Marsili, Carlo Alberto Pardini e Clarissa Vokan, è notata una volta ancora dai cosiddetti “addetti ai lavori” ne “La terra dipinta e scolpita” presso la Badia di Camaiore (organizzazione Associazione La Badia e Comune di Camaiore). Ad agosto è presente nel Chiostro della Parrocchia di S. Salvatore, a Pietrasanta, nella mostra di gruppo “La Via Francigena e l’Arte”. L’anno dopo (1997) la vede, tra l’altro, sempre alla Collettiva di pittura e scultura quercetana “Fiera di San Giuseppe”, XII edizione, con Italo Frediani, Mauro Gliori, Viliano Boldrini, Mauro Capitani, Giuliano Della Bona, Antonio Giannecchini, Paolo Musetti, Ernesto Paiotti, Umberto Salvatori… In quell’estate si acutizzano le cosiddette ‘cadute d’umore’; a Viareggio, nel corso di due ricoveri, disegna in un taccuino il volto di vari degenti sia a sanguigna, sia a matita.

Si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Carrara, sezione scultura, passando ‘criticamente’ dopo pochi giorni alla sezione pittura; afferma di voler “insegnare pittura, decorazione e scultura ai bambini, ai malati mentali, agli anziani, ai carcerati”. Si diploma nel 1999/2000 presentando la tesi “In Franco Miozzo: grafica e pittura”, docente Anna Vittoria Laghi, contestualmente alla raccolta lirico-pittorica “Camminando in un’Anima” (poesie incise con disegni e tecniche miste su tavola lignea a rappresentarne una sorta di “Autoritratto”). Tra i vari insegnanti Omar Galliani Andrea Granchi, Monica Michelotti, Marco Dolfi.
Incisivi i consigli dello scultore ed incisore versiliese Gabriele Rovai, nel cui Studio Marta Gierut mette in essere varie grafiche.
Non può comunque essere omessa la partecipazione, nel ’98 – mese di luglio – a “Estate a Querceta” ed un suo lavoro è con quelli di Giancarlo Vaccarezza, Bruna Nizzola, Aristide Coluccini, Anna Maria Caravella, Monica Michelotti, Còbas, Paolo Emilio Antognoli… Subito dopo completa una significativa serie di sanguigne su carta, iniziata un anno prima. Il suo ‘orizzonte’ si allarga a dismisura manifestando una versatilità oltre la norma: possiede un’intima necessità di sapere, di conoscere per far sì che l’Uomo – come ha testualmente affermato – faccia della propria vita, nel suo limite, un ‘capolavoro’.

Suoi piccoli bronzi sono acquisiti – proprio per quella sorta di dialogo sull’arte spesso intercorso pure con rilevanti personalità – nelle collezioni private di Vando D’Angiolo, Gigi Guadagnucci, Ernesto Treccani, Pietro Cascella ed altri.
La conoscenza avvenuta nei vari incontri con un letterato d’alto livello come Bigongiari, lascia fiorire, nell’aperta sensibilità, un’interiore necessità di scoprire e di approfondire il mondo della poesia.  Nel campo scultoreo è in ogni modo di grande impatto è il ritratto di Gino ‘Rinaldo’ Bramanti, fatto su commissione della famiglia abitante a Seravezza.
Ha lavorato alla realizzazione tecnica effettuata presso lo Studio Giorgi  eella grande scultura in bronzo “The Disney Legends” di Aldo e Andrea Favilli (esposta nel periodo natalizio 1997 in Piazza del Duomo,a Pietrasanta), ora presso Walt Disney Company Corporate Headquarters in Burbank, California, USA.
Abbandona per un certo periodo la pittura, alternando luce e ombra, cercando nella parola un arricchimento personale: ascolta la filosofia antica e moderna, osserva il colore dei Grandi Maestri.
Di rilievo le Collettive del ciclo “Leonardesca” 1998-2000 a Sillico e a Pietrasanta, con un alto numero di aderenti. E’ un periodo in cui si dedica pure all’incisione.
Collaboratrice in varia forma (grafica, fotografica, ecc.) a diversi cataloghi riguardanti arte o storia, tra cui “Il ‘San Martino’ di Franco Miozzo” (2000), “Monumenti e Lapidi in Versilia in memoria dei Caduti di tutte le guerre” (2001), di poi “Pietro Annigoni: l’Uomo, l’Artista, il Territorio” (2003) e “Lino Benedetti e Enrico Maggi. Tra astrazione e figura” (2004), ha pure eseguito disegni per vari scultori, utili per ornare le loro opere.
Si iscrive all’Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Scienze della Formazione (2001), che lascia dopo aver superato vari esami. Si occupa, tra i tanti interessi culturali, di questioni bioetiche. Alterna momenti di lavoro ad altri – specialmente nel 2003 – di profonde crisi depressive, ma va avanti. E’ delusa per una società diversa da come lei pensa, è ferita dalla superficialità dei singoli – soprattutto della sua generazione –, trova sollievo colloquiando anche con personalità del mondo artistico e culturale. Si infittisce la corrispondenza col pittore Amedeo Lanci e il dialogo con Hermes Luppi.
Premiata con la pubblicazione di varie liriche in concorsi letterari (“L’autodidatta 2000”, Artecultura, Milano 2000; “Antologia delle Poesie finaliste”, 6° Concorso Nazionale “Città di Capannori”, Capannori 2004; “Antologia Pablo Neruda” Collana i fiordalisi, I Fiori di campo, Milano 2004), si è dedicata con intensità al cosiddetto “mondo culturale e oltre”, approfondendo le proprie conoscenze sull’operato di Michelangelo Buonarroti, Piero Bigongiari, Vladimir Majakovskij, Boris Pasternàk, Kay Redfield Jamison, Herman Hesse, Wilde, Pound, Neruda, Kundera, Rilke, Baudelaire, Gandhi, Libero Andreotti, Henry Moore, Alda Merini, Aldous Huxley, Alessandro Parronchi, Ernesto Thayaht, Johann Wolfgang Goethe, Giovanni Paolo II, Pier Carpi, Alberto Giacometti…

E’ ovvia tale attenzione sulla creatività di numerosi pittori, scultori, scrittori, poeti e giornalisti (attuali o del passato recente), molti dei quali hanno avuto (alcuni sono ad oggi ancora attivi) in modo continuo o stagionalmente, contatti col territorio che da Viareggio va sino al confine del Cinquale, comprendente i sette Comuni versiliesi.
Stilare un esaustivo elenco è impossibile, come in fondo lo è difficile stornare artisti e altri a livello storico-letterario o spirituale, ecc., e così è giusto accomunare a taluni fatti in precedenza, nomi con i quali ha avuto rapporti culturali ampi o minimi: Manlio Cancogni, Romano Battaglia, Mario Luzi, Florio Giannini, Luciano Pera (che la chiamava amichevolmente “Marzia”, facendo riferimento alla incisività di taluni disegni e sculture, e alla indubbia personalità), Alberto Bongini, Manrico Testi, Bruna Nizzola, Paolo Maiani... 
Pur non esponendo volutamente in continuità, di poi si è legata ad un’autonoma ricerca connessa a fondamenti cromatici, unendo tecniche del passato a materiali attuali. Sono del 2004 dipinti sulle “Farfalle su fondo nero”.
Sa di essere ‘bipolare’ come lo erano Giuseppe Viner, Hesse, Majakovskij. Soffre ma sorride. Il dolore – in pubblico – non traspare che di rado e quando pare sopraffarla scrive e lavora nel suo Studio. La poesia diviene intricata, lacerazione e voce del tempo. Nei rapporti interpersonali è chiara, quasi cruda. Ama la vita nell’orizzonte sconfinato. Tenerissima è una lettera per il compleanno del padre (il quale aveva più volte scritto “Libertà, libertà, dolce suono”) datata 17 maggio 2002: “... la libertà è un suono dolce, però per chi come noi vive nel pensiero, resta imbrigliato da una realtà materiale (per tutti, che a volte ti ferisce e mi ferisce). Accettiamo la nostra vita così, fra le nostre capacità di estraniarci nel pensiero libero e convivere in un mondo ingordo di soldi e di potere. Siamo così sensibili, precisi, ossessivi, ma amiamo la vita in un modo puro, semplice, chiaro, senza ambiguità! Auguri! Ma... grazie per esserti comportato con coerenza e rispetto per gli altri. Tua Marta”.
In Versilia (Querceta e Pietrasanta) ha pure collaborato gratuitamente con alcune realtà dell’Associazionismo, applicando la propria professionalità quale artista, e soprattutto la generosità e la gran sensibilità che l’ha sempre contraddistinta, spesso non recepita oltre il proprio contesto culturale.
Di rilievo il dialogo artistico con il ‘creativo’ Luca Tardelli (in arte ‘Roy’) del quale è stata la “Musa ispiratrice”: non è casuale che la foto che rappresenta “Marta da bambina” campeggi su uno dei pannelli della grande scultura (2004) “Il testamento di Anna”, progettata da tale giovane artista (nato a Viareggio nel 1975, residente a Massarosa), e realizzata facendo partecipare gli alunni della Classe III B (Scuola Media Inferiore dell’Istituto Comprensivo “Martiri di S. Anna” di Stazzema) coordinati da Elianora Bini, ad onore e memoria (nel Progetto “Mankind Memorial”) delle Vittime civili del 12 agosto 1944. Foto d’arte, sempre raffiguranti Marta Gierut, sono state esposte nella ‘personale’ di Tardelli intitolata “Superedge / Meccanismi” (Sculture-dipinti-fotografie), tenuta dal 27 luglio al 4 agosto 2004 presso la Cappella di Palazzo Mediceo in Seravezza. Non è in ogni modo secondario il dialogo umano tra i due, ritenuti da taluni tra i più preparati, sensibili e versatili giovani operanti sul territorio apuo-versiliese.

La prima ‘personale’ di Marta Gierut è stata “Omaggio a Marco Pantani” (13/23 febbraio 2005), presso la Galleria “Proposte d’Arte Contemporanea” (dell’ing. Marco Golzi) in Pietrasanta (Lucca).
Sempre con “Proposte d’Arte Contemporanea” da evidenziare la partecipazione, su invito, ad “Arte Parma 2005”, 2.a Mostra Mercato d’Arte Contemporanea 8-11 aprile 2005, con un lavoro scultoreo accanto ad autorevoli firme quali Remo Brindisi, Fernando Botero, Ugo Nespolo, Antonio Possenti, Tano Festa, Bruno Munari, Aldo Mondino, Riccardo Licata ed altri.
Di seguito, pur passando uno dei suoi periodi difficili, preparandosi con puntiglio, partecipa alla collettiva “Il Centro nella Figura” (nel significativo manifesto appaiono i nomi degli espositori “Roberto Panichi, Giovanni Mazzi, Carmelo Cutuli, Marta Gierut, Leonardo Panichi”) presso la Galleria “Il Paradisino”, Modena, dal 17 al 30 maggio 2005, patrocinata dall’Associazione “Amici del Caffè Michelangelo” e dal Centro Culturale “Arte e Scienza” di Firenze. Espone dieci lavori tra cui “Bambino solo” degli anni Novanta, oltre a recenti dipinti della serie “Dietro lo specchio” cioè due ‘autoritratti’, “Per tutti, un abbraccio è uguale per tutti”, “Negl’occhi”, “Con la tua bocca”, “Umano”, “Bambino solo”, “Nello specchio”. La mostra è curata da Enrico Guarnieri, che testualmente scrive: “... Marta sa essere sottile e complessa come nell’autoritratto verde, dove la figura intera è rappresentata in un ambiente articolato, dai colori acidi, in una composizione dai sottili rimandi e proiezioni dovuta anche all’espediente dello specchio...”. La figura, nei vari dipinti, si trasforma lasciando spazio solo al dato contenutistico. Inquietudine e racconto sono un corpo unico.
Invitata, manda un’opera a “Incontro con le Arti” – organizzazione Centro Arti Visive “ideArte” di Riglione (Pi) – patrocinio Comune di Follonica, 18-26 giugno 2005, ex Casello Idraulico in Follonica; chiamata dal medesimo Centro pisano, ha poi partecipato all’11.a Rassegna Nazionale “ideArte mare – Pittura-Grafica-Scultura” tenutasi a Tirrenia (Pi) dal 23 al 31 luglio 2005, esponendo due lavori grafici del 1998, e la scultura “Omaggio a Marco Pantani”, pubblicata nel catalogo ufficiale. A proposito di questa, Dino Carlesi già nel mese di aprile dello stesso anno aveva scritto: “... più drammatico l’omaggio a Pantani: la sofferenza è dominante, la superficie è tormentata, gli occhi tendenti alla disperazione e quelle tre piccole lacerazioni tra i due occhi indicano come la preoccupazione possa tramutarsi in tragedia. Il personaggio pare sentire il proprio pensiero, l’io al proprio problema esistenziale”.
L’inizio dell’estate 2005 la porta poi a tornare perentoriamente – con vari disegni – sulla linea prettamente figurale. Collabora con una nota galleria d’arte a Forte dei Marmi.
Nel primo pomeriggio del 30 agosto 2005 prende l’estrema decisione, latente da tempo, di chiudere con la vita: lo fa a Massarosa, lasciando un vuoto enorme.

Recensioni, citazioni su “La Nazione”, “Il Tirreno”, “Pietrasanta informa”, “Toscana tempo libero”, “Ansa.it”, “Teknemedia”, “Raisport”, “Undo.net”, “Exibart.com”, “Tele Nuovi Orizzonti”, “Rete Versilia”, “Delafia.it”, “Prima Pagina”, “Toscanarte”, “Teleriviera”, “Lucca e le sue terre”, “Artlini.net”, “Il Dialogo”, “VersiliaProduce”, “Italia Arte”, “Arte In”, “Paspartu”, “Eco d’Arte Moderna”, “Rete Versilia”, “Menotre”, “Noi TV”, “ipugnidicortina”, “Vita Nova”, ecc.
Ha collaborato dal 2004 a concretare l’ “Archivio artistico-documentario Gierut”, ideato dal padre. In varia maniera (selezione immagini, ricerca di testi ecc.) il suo nome è unito ad alcuni videodocumenti realizzati da Luciano Valleroni e da Lodovico Gierut per usi prettamente culturali, tipo “L’estate incantata / La Versilia nelle opere di De Grada, Funi, Messina” (Mostra Forte dei Marmi, 2005); “Melitòn Rivera Espinoza / L’energia e la materia” (Mostra Seravezza, 2005); “Liliana Marsili  /  Il volo del gabbiano” (Mostra Pietrasanta, 2005).
Suoi lavori sono inseriti nel patrimonio artistico di istituzioni pubbliche e di varia rilevanza, quali il Museo Storico della Resistenza in S. Anna di Stazzema, il Centro Internazionale di Cultura e Spiritualità Fra’ Benedetto a Sillico di Pieve Fosciana, il Museo della Carta in Pescia e in alcune USL toscane (Viareggio, ecc.), Museo dei Bozzetti 2, Pietrasanta: in tale Museo è conservato il gesso della sua ultima opera scultorea del 2004 “Omaggio a Marco Pantani” (www.museodeibozzetti.it), nella collezione pubblica del Comune di Forte dei Marmi.
Tra le tante testimonianze su Marta Gierut: Amedeo Lanci: “... quello che usciva dal suo pennello e dalla sua penna rivela una personale espressione, sconvolgente per la semplicità dei gesti e il fantastico modo di scrivere che tocca l’anima e i sentimenti”; di Alberto Bongini “... da quando Marta si è trasformata in stupendo angelo, mi sono impegnato a continuare il compito di operatore di bellezza, sapendo di averla, sentirla accanto a me. Mi sento un privilegiato ad averla conosciuta, anche se brevemente, ma è stato sufficiente per infondermi maggiore determinazione, nel portare avanti la mia scelta”; di Piero Bresciani “Era popolata da tutto un mondo di idee e sentimenti che lei faceva uscire in veste di disegni, sculture e poesia degni di lode...”; Gabriele Rovai “... capito il messaggio Marta riprese a disegnare con entusiasmo. Era ipersensibile e gioiva e soffriva con intensità”; Raffaello Bertoli “La durata della vita è il perdurare del pensiero. Chi più pensa più vive. Misurata così, la vita di Marta è stata lunga e laboriosa. Poesie, quadri, disegni e sculture lo dimostrano. E lo dimostreranno”.
L’11 febbraio 2006 il Comune di Pietrasanta (Lucca) ha collocato la sua scultura/monumento “Il volto e la maschera”, in Marina di Pietrasanta, Località Tonfano, Via E. Pea, piazza antistante la Cooperativa “Le Palme”: gli interventi sono stati di Paola Brizzolari – in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale –, Anna Vittoria Laghi, Marco Dolfi, Danilo D’Angiolo, Carlo Carli, Fortunato Angelini, Renzo Maggi e Lodovico Gierut. Tale sua opera (l’originale è del 1994), è stata ingrandita e riprodotta da Renzo Maggi in marmo rosa del Portogallo donato dalla ditta F.lli Paolini di Corvaia, con base e panchine in travertino offerte e realizzate dalla ditta pietrasantese A.M.G. di Leandro Da Prato.
Attorno alla lastra marmorea che sorregge la scultura, è incisa una sua poesia “Un fiore giallo, rosso blu è sempre un fiore. / Un fiore senza un petalo è sempre un fiore. / Un cigno senza un’ala è sempre un cigno. / L’umano è sempre un umano. / La vita è sempre azioni d’amore”.
L’immagine di un suo quadro – con citazione – è stata inserita nel video “Bruna Nizzola, Una pagina al giorno”, realizzato da Eugenio Spadoni, Torre del Lago 2006, mentre quella del suo monumento “Il volto e la maschera”, a pag. 9 del catalogo “Bertini. Dalle rive dell’Arno alla Versilia. Le sintesi tonali del pittore fiorentino”, Edizioni Masso delle Fate, stampa Nova Arti Grafiche, Signa.
La pittrice Anna Maria Caravella l’ha rammentata, nel mese di aprile 2006, tramite la propria mostra tenutasi a Lido di Camaiore, Galleria Europa, esponendone un ritratto ad acquerello.
Nello stesso anno – organizzata dal Comune di Calcinaia – le è stata dedicata, presso la Torre degli Upezzinghi, nel centro della cittadina pisana, la mostra artistica di gruppo (con ben centotrentaquattro adesioni) “Conosci la terra dove fioriscono i limoni?”.
La scultura “Omaggio a Piero Bigongiari” è stata poi esposta nella mostra “Arte nei Borghi” – novembre-dicembre 2006 – tenuta a Navacchio di Pisa e pubblicata sull’omonimo catalogo. Da citare pure lo spazio datole da “Menotre”, giornale dell’Associazione “L’Uovo di Colombo” di Viareggio, n°26, luglio-ottobre 2006, pag. 5, “La poesia-scultura di Marta Gierut”.
Lo Studio, posto in Marina di Pietrasanta, conserva parte dei suoi lavori grafici, pittorici e scultorei, oltre a liriche, note e notazioni di critica d’arte, analisi socio-artistiche, filosofiche, e molti libri di arte, poesia, psicologia, sociologia, filosofia, religione e psichiatria.
Ha documentazioni in vari Archivi pubblici e privati, come in Biblioteche italiane e straniere: Archivi di Stato di Agrigento, Alessandria, Avellino, Belluno, Benevento, Biella, Brindisi, Caltanissetta,  Caserta, Catania, Foggia, Forlì, Frosinone, Gorizia, Grosseto, La Spezia, Latina, Lecce, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Novara, Oristano, Parma, Pavia, Pescara, Pescia, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Siracusa, Teramo, Trapani, Trento, Treviso, Varese, Venezia, Vicenza; Soprintendenza Archivistica per la Toscana, Firenze; Soprintendenza Archivistica per l’Umbria, Perugia;  Biblioteca Marucelliana, Firenze; Biblioteca Statale Isontina, Gorizia; Biblioteca Statale, Trieste; Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III, Napoli; Biblioteca Nazionale, Potenza; Biblioteca Nazionale, Bari; Biblioteca Nazionale, Cosenza; Biblioteca della Soprintendenza Speciale alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma; Biblioteca Statale, Macerata; Biblioteca Estense Universitaria, Modena; Biblioteca Universitaria, Bologna; Biblioteca Universitaria, Padova; Biblioteca Universitaria, Pavia; Biblioteca Universitaria, Napoli;  Biblioteca Universitaria, Roma; Biblioteca Regionale Universitaria, Catania; Biblioteca Provinciale, L’Aquila; Biblioteca Provinciale, Campobasso; Biblioteca Comunale, Palermo; Biblioteca Comunale, Mantova; Biblioteca Malatestiana, Cesena; Biblioteca Arcivescovile, Lucca; Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, Lucca; Fondazione Carlo e Marise Bo, Urbino; Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, Firenze; Biblioteca di Storia dell’Arte “Bruno Molajoli”, Napoli; Biblioteca Comunale Centrale, Milano; Biblioteca Civica, Belluno; Biblioteca Civica, Aulla;  Biblioteca Comunale, Castelfranco di Sopra; Biblioteca Comunale, Ancona; Biblioteca Comunale, Riposto; Kunsthistorisches Institut in Florenz; Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte, Firenze; La Quadriennale di Roma; The Library of the Congress, Archivio Museo dei Bozzetti e Archivio Storico del Comune di Pietrasanta;  Archivio Museo Pecci, Prato; Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria; Biblioteca Accademia di Belle Arti, Carrara; Biblioteca Sperelliana, Gubbio; Biblioteca Porziuncola, Assisi; Biblioteca Comunale, Salemi; Biblioteca Comunale, Giarre; Biblioteca Fardelliana, Trapani; Biblioteca della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale, Firenze; Biblioteca Civica Angelo Mai, Bergamo; Biblioteca del Gabinetto Disegni e Stampe Galleria degli Uffizi, Firenze; Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze; Bibliotheca Hertziana, Roma; Biblioteca Comunale, Viadana (...).

Hanno scritto e/o si sono variamente interessati all’attività di Marta Gierut: Fortunato Angelini, Giovanni Balderi, Rossella Battista, Alfredo Benedetti, Raffaello Bertoli, Daniele Bertoni, Federico Bilotti, René Biron, Enzo Boncompagni, Alberto Bongini, Renato Bonuccelli, Giovanni Bovecchi, Piero Bresciani, Paola Brizzolari, Jacopo Cannas, Elisabetta Caporali, Dino Carlesi, Carlo Carli, Susanna Casini, Chiara Castiglioni, Luciano Cavallaro, Chiara Celli, Enrico Consoloni, Serena Corbelli, Gabriele Dazzi, Danilo D’Angiolo, Stefano De Franceschi, Paolo Di Grazia, Marco Dolfi, Cinzia Donati, Carlo ‘Carlino’ Frigerio, Florio Giannini, Lodovico Gierut, Gian Paolo Giovannetti, Marco Golzi, Paolo Grigò, Enrico Guarnieri, Umberto Guidi, Anna Vittoria Laghi, Amedeo Lanci, Paolo Lapi, Grazia Leoncini, Lalla Lippi, Hermes Luppi, Lorella Lorenzoni, Renzo Maggi, Massimo Mallegni, Massimo Mazzolini, Monica Michelotti, Federico Napoli, Francesca Navari, Bruna Nizzola, Roberto Panichi, Giovanni Porcella, Antonio Raffaelli, Gabriele Rovai, Renato Sacchelli, Gabriele Spina, Claudio Vecoli, M. V. Vittori ‘Rori’ Cancogni, Manrico Testi, Luciano Valleroni e altri.
Nel mese di settembre 2006 è stato legalmente costituito il “Comitato Archivio artistico-documentario Gierut” con finalità socio-culturali, con l’intento – tra l’altro – di ricordarne e onorare la figura, sia dal punto di vista umano che professionale. L’11 febbraio 2007 detto Comitato ha organizzato una cerimonia davanti alla sua scultura monumentale “Il volto e la maschera” a Marina di Pietrasanta, evidenziando – ad un anno di distanza dalla collocazione – i fini del Comitato stesso e il programma per l’anno 2007 e parte del 2008: tra i presenti nel momento ufficiale, con interventi, Lodovico Gierut, Carlo Carli, Fortunato Angelini, Matteo Tognini, Alfredo Benedetti.
Le Edizioni Archivio artistico-documentario Gierut hanno pubblicato i suoi libri “In Franco Miozzo” e “Camminando in un’Anima” (2007).
Il primo è stato presentato ufficialmente dall’Amministrazione Comunale di Pietrasanta presso il Centro “L. Russo”, il 28 giugno ’07, mentre il secondo – di concerto col precedente – a Marina di Pietrasanta, nel corso della manifestazione “Marina Eventi” il 5 agosto ’07. E’ rammentata sia nel libro “La spiaggia e il melograno”, presentato alla Galleria Europa 31 agosto-12 settembre 2007, Lido di Camaiore, con esposizione di alcune opere, sia nel volume “Lavorare il marmo. Arte artigianato Industria”, 2008.
I vincitori della prima edizione del “Premio Marta Gierut” – 2008 – sono: OPAM (Opera di Promozione dell’Alfabetizzazione nel Mondo), Vando D’Angiolo, Hermes Luppi, Achille Sicari, 2 studenti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.
 

 
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